Cucina Italiana Senza Frontiere. Parlando di piatti e tempi di cottura, mantenendo inalterati i cibi, con Tessa Gelisio di COTTO E MANGIATO, al salone del gusto con Associazione culturale MEDEA.

Cucina Italiana Senza Frontiere. Una bellissima chiacchierata con Umberto RASPINI un imprenditore piemontese che porta avanti il made in Italy nel MONDO da 70 anni senza mai fermarsi.

Oleificio Rapolla Fiorente L’azienda ha iniziato nel 1968, coinvolgendo circa 450 soci fra olivicoltori di tutto il Vulture. Da allora, l’Oleificio Cooperativa “Rapolla Fiorente” rappresenta una delle più valide realtà regionali nel settore della cooperazione, che alla tecnologia ed alla modernità ha saputo accostare tradizione ed insegnamenti del passato. Il gusto di lavorare insieme, di amare tutti la stessa terra e le proprie origini, ha dato forza alla nostra cooperativa e prestigio al nostro olio. E’ ispirata ad uno scrupoloso rapporto con il territorio, di cui esalta le opportunità e le capacità naturali intrinseche. Garantisce la lavorazione delle olive appena colte, grazie ad una capacità lavorativa di 1.200 quintali al giorno. La Cooperativa, in qualità di Organizzazione di Produttori, riconosciuta dalla Ragione Basilicata (unica O.P. nel settore olivicolo in Italia) si pone, inoltre, l’obiettivo di uniformare le tecniche di coltivazione dei soci per la qualità delle olive e quindi dell’olio D.O.P. Vulture, marchio di qualità che viene attribuito a quegli elementi le cui caratteristiche uniche e inconfutabili dipendono dal territorio in cui sono prodotti. I soci della cooperativa si attengono scrupolosamente alle direttive aziendali e ne seguono personalmente i singoli passaggi. Ha un’estensione di circa 700 ettari di oliveti con 70.000 piante di ulivo la cui cultivar principale è l’ogliarola del Vulture.

Il nome dice tutto. “Babàrattolo” è il primo babà artigianale in barattolo. A inventarlo e presentarlo, in occasione del Food&book di Montecatini Terme, Cristian Agresti, un giovane pasticcere di Formia (Latina), che con questa versione portatile del tradizionale dolce napoletano ha già conquistato la Francia: “Ho studiato due anni una ricetta che allungasse la vita del babà, per poi capire che con la vasocottura il dolce, lavorato a mano, poteva mantenere fragranza, sofficità di impasto e aroma per sei mesi a temperatura ambiente, senza utilizzo di conservanti. L’unica accortezza è rovesciare il barattolo mezz’ora prima di servirlo per rinnovare la bagna di limoncello e rhum, come tradizione vuole, ma anche col passito. Un gruppo di produttori di Calvados lo ha apprezzato al punto”, prosegue Agresti, “da chiedermi una spedizione in Francia ad hoc dopo averlo bagnato col loro distillato di mele. Sperimento riuscitissimo, ora siamo pronti a portare Napoli e la sua cultura dolciaria in tutto il mondo”. In corso anche il perfezionamento della versione all’olio aromatizzato all’arancia.